Nel principio, Dio creò il mondo e insieme ad esso tutti gli animali. Egli vide che questo era buono, e così nel suo immenso amore, decise di creare l’uomo a sua immagine e somiglianza:
“Dio creò l’uomo a sua immagine; li creò maschio e femmina”(Genesi cap. 1:27).
Adamo era molto più di una semplice creatura, era figlio di Dio, e come tale gli fu assegnato il ruolo di dominare su tutti i pesci del mare, su ogni uccello del cielo e su ogni animale della Terra, e in più Dio comandò l’uomo di essere fecondo e moltiplicarsi, riempiendo così la Terra.
Dunque Adamo non era soltanto parte del creato, ma diventa per così dire, in parte creatore. (Salmo 8:6-7)
L’uomo essendo immagine di Dio, si è da sempre contraddistinto dagli animali per la sua intelligenza ma soprattutto per il libero arbitrio che Dio gli ha affidato, che consiste nella capacità di scelta. Ogni uomo infatti, è libero di seguire la luce o le tenebre:
“lo ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione.
Scegli tu la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore Dio
tuo, obbedendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui.”(Deuteronomio 30:19-20).
Tuttavia, Adamo ed Eva approfittarono di questa libertà di scelta, lasciandosi
persuadere dal serpente, infatti, mangiarono il frutto proibito. Il serpente invase le menti di Adamo ed Eva insinuando che Dio abbia proibito il frutto per limitare la loro libertà e impedirgli di essere “come lui”.
Questo avvenimento non è stato che il primo esempio di come l’uomo non si sia accontentato del ruolo di creatura amata da Dio, ma puntando a qualcosa di più, abbia provato a mettersi al posto di Dio. Quella scelta rappresentò il primo atto di ribellione dell’umanità. Questo accaduto è noto come peccato originale, che ha avuto ripercussioni che si estendono in tutta la storia umana fino ad oggi. Tant’è vero che nel mondo in cui viviamo, anche per l’avvento della scienza, delle nuove tecnologie e dei social, l’uomo si sta sempre di più allontanando da Dio, volendo assumere così il suo posto.
Questa ribellione non fu solo un atto di disobbedienza ma anche un rifiuto del rapporto di amore e amicizia che Dio aveva stabilito con loro. Vi sono alcuni versi nella Bibbia che descrivono la ribellione umana da Dio, come si afferma in Romani 1:21-22:
“Pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno ringraziato né glorificato come Dio….Si sono illusi nei loro ragionamenti e il loro cuore privo di intelligenza si è ottenebrato.”
La Terra, che inizialmente era luogo di abbondanza e perfezione, fu corrotta. I fenomeni naturali che oggi riconosciamo come terremoti, uragani o siccità possono essere interpretati come l’estensione e conseguenze del peccato originale.
Dopo il loro tradimento, Adamo ed Eva furono cacciati da Dio dal Paradiso Terrestre.
Quando l’uomo si allontanò da Dio, il suo cuore cominciò a riempirsi di orgoglio, violenza e distruzione, ciò si vide nella generazione successiva, con l’uccisione di Abele da parte di suo fratello Caino. Quindi, il cuore umano che era originariamente puro e incline al bene, diventò incline al male:
“Il cuore dell’uomo concepisce progetti malvagi fin dalla sua giovinezza”(Genesi 8:21).
Nonostante l’uomo sia venuto meno, Dio non lo ha mai abbandonato e nella sua immensità gli promise la redenzione con un messaggio di speranza:
“lo porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe questa ti schiaccerà testa e tu le ferirai il calcagno”(Genesi 3:15).
Questa profezia preannunciava la venuta di Gesù Cristo, che attraverso il suo sacrificio sulla croce per ogni essere umano, avrebbe sconfitto il peccato e restaurato la comunione con Dio e l’umanità. La ferita al calcagno rappresenta la sofferenza di Cristo sulla croce, mentre lo “schiacciamento della testa” simboleggia la vittoria su Satana e sul peccato.
Gesù ancor prima del suo sacrificio, sulla Terra subì diverse tentazioni da parte del Diavolo, come i 40 giorni di digiuno nel deserto, ma ciononostante riuscì a resistere, dimostrando così la sua fedeltà a Dio e la sua missione redentiva. Satana provocò Gesù dicendogli di trasformare le pietre in pane, approfittandosi della sua fame. Gesù rispose citando la scrittura:
“Non solo di pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Deuteronomio 8:3).
Dunque, Gesù Cristo rappresenta il “nuovo Adamo” in quanto figlio di Dio e senza peccato: “Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente; l’ultimo Adamo, uno spirito datore di vita. (1 Corinzi 15:45).

